Mariapina's profileA Caucus-RacePhotosBlogListsMore Tools Help

Blog


    July 23

    Leggenda islandese

    191919nar5ad81ij LA NASCITA DEGLI ELFI 191919nar5ad81ij

    Un giorno il buon Dio, travestito da viandante, bussò alla porta di una piccola casa e chiese ospitalità. 944682qpxqswnwrk
    944682qpxqswnwrk Venne accolto e gli venne offerto persino il letto, l'unico che possedevano. Si trattava di una famiglia numerosa e i genitori erano così poveri che non avevano di che vestire tutti i figli. Padre e madre si vergognavano di ciò e presentarono allo straniero solo la metà dei loro figli.
    944682qpxqswnwrk Dio li trovò amabili e chiese alla madre se ne avesse altri oltre a quelli. La donna rispose di no. 944682qpxqswnwrk Naturalmente il buon Dio sapeva benissimo che aveva altri figli e domandò ancora: "Mia buona donna, mi hai davvero presentato tutti i vostri figli?". "Certamente - mentì la donna sorridendo - Non sono forse abbastanza?". 944682qpxqswnwrk Dio si accontentò di questa risposta e si sedette a tavola per la cena con loro. 944682qpxqswnwrk
    Notò che quella famiglia era molto pia e ringraziava il Signore per il cibo e, nonostante fosse appena sufficiente per loro, lo condivisero con lo straniero.
    944682qpxqswnwrk Dio notò con approvazione che tutti i bambini si misero in tasca un po' di pane secco da portare ai loro fratelli e sorelle nascosti. Il giorno seguente prima di andarsene, Dio disse alla famiglia tanto ospitale: "Ciò che è stato nascosto a me verrà nascosto anche agli occhi degli estranei". Da quel momento, i bambini nudi diventarono invisibili; i genitori li percepivano e gli altri uomini potevano vederli soltanto quando lo desideravano i bimbi stessi. 944682qpxqswnwrk
    Dio diede ai bambini dei fiori, con i quali poterono vestirsi, e da allora non patirono più il freddo. Essendo invisibili, dovevano fare attenzione a non essere calpestati, e, per questo, Dio diede loro le ali, affinché potessero spiccare il volo in fretta al minimo pericolo. Quei bambini gli erano molto affezionati e Dio fece loro molti altri doni, che gli uomini comuni non possedevano. Potevano parlare con i fiori e gli animali e trovavano sempre cibo per saziarsi e vivere in buona salute. 944682qpxqswnwrk
    944682qpxqswnwrk I bambini invisibili crebbero ed ebbero dei figli, che a loro volta ebbero altri figli. Facevano del bene agli uomini senza farsi vedere, anche se talvolta si divertivano a far loro qualche scherzo. 944682qpxqswnwrk Vivevano nelle grotte, negli alberi, in riva ai fiumi, i più piccoli riuscivano persino ad abitare sulle corolle dei fiori. Gli uomini visibili li battezzarono Elfi.
    944682qpxqswnwrk Mentre gli uomini sfruttavano la terra, gli Elfi diventarono gli spiriti della natura e talvolta intervenivano per contrastare le azioni degli uomini irrispettosi verso essa. 944682qpxqswnwrk

     

    650081npllwyjums650081npllwyjums650081npllwyjums650081npllwyjums650081npllwyjums650081npllwyjums

     

    191919nar5ad81ij Gli islandesi hanno un vero e proprio culto nei confronti degli elfi e stanno molto attenti a non irritarli. Nessuno sa dove abitino con esattezza, ma se durante i lavori di costruzione di un edificio si verifica una serie inspiegabile di contrattempi, gli Islandesi non hanno alcun dubbio: sicuramente si sta importunando la dimora di qualche elfo e, quindi, si provvede celermente a spostare di qualche metro la zona dei lavori. 944682qpxqswnwrk

    191919nar5ad81ij Secondo un recente sondaggio dell’Università di Reykjavík, l’80% della popolazione non esita a credere nell’esistenza di spiriti che si celano al modo umano e uno degli ultimi censimenti dice che in Islanda c’è un elfo ogni 500 abitanti, tant’è che qui fate ed elfi vivono in casette costruite apposta per loro.

                                                                                                                                                                                                                                     1

    July 19

    Ruota dell'Anno

    La Ruota dell'Anno rappresenta il mito del dio stagionale e, tramite lui, l'alternarsi universale della Luce e dell'Ombra.

    Le religioni precristiane si sono servite delle stagioni e degli eventi naturali per determinare alcuni momenti essenziali della loro vita. Contrariamente all'immagine propagata tanto nell'immaginario comune, le feste o i sabba non sono mai serviti come copertura per le messe nere: i celebranti non si riuniscono per gettare terribili sortilegi sugli altri, torturare animali o procedere a sacrifici umani. Le feste pagane sottolineano di fatto il cambiamento delle stagioni e sono occasioni per ringraziare la Terra e gli altri Elementi della loro bontà.
    Queste festività  solari, o SABBA, sono otto e prevedono la divisione di due cicli ben definiti: il primo è determinato dall'evoluzione solare, attraverso i due Solstizi e i due Equinozi; il secondo si può ulteriormente dividere in quattro fasi, che si possono definire "agrarie" e cioè  La Semina, La Fioritura, La Maturazione, Il Raccolto.

     

    RUOTA%20ANNO%20LEGNO%20ORO.jpg


    L'anno magico inizia con la celebrazione di HALLOWEEN o SAMHAIN o CALENDA, nella notte tra il 31 Ottobre ed il 1 Novembre; si prosegue con YULE o SATURNALIA nella notte del 20/21 Dicembre, Solstizio d'Inverno. Poi c'è il Sabba di IMBOLC, o FESTA DI CANDLEMAS o DELLA CANDELORA nella notte tra 1/2 Febbraio.
    Segue il Sabba di PRIMIERA, o OSTARA, o EQUINOZIO DI PRIMAVERA nella notte tra il 20/21 Marzo.
    Le feste proseguono con BELTANE, o CALENDIMAGGIO, o NOTTE DI VALPURGA, tra il 30 Aprile e il 1 Maggio.
    Nelle notti tra il 21 ed il 24 Giugno si festeggia il Solstizio d'Estate o FESTA DI MEZZA ESTATE o FESTA DELLE ERBE.
    Tra il 31 Luglio ed il 1 Agosto, si festeggia il Sabba del raccolto o LUGHNASADH o LAMMAS.
    Per ultimo, il Sabba di SECUNDA, o MABON o EQUINOZIO D'AUTUNNO nelle notti tra il 21 ed il 23 Settembre.


    A loro volta i SABBA si dividono in maggiori e minori.

    Ai SABBA MAGGIORI appartengono le quattro festività  principali:
    HALLOWEEN o SAMHAIN o CALENDA,

    IMBOLC
    o CANDLEMAS o CANDELORA,
    BELTANE
    o CALENDIMAGGIO o NOTTE DI VALPURGA,
    LUGHNASADH
    o LAMMAS.

    Ai SABBA MINORI appartengono:
    YULE o SATURNALIA,

    PRIMIERA
    o OSTARA,
    FESTA DI MEZZA ESTATE
    o FESTA DELLE ERBE,
    SECUNDA o MABON.

    La festa di SAMHAIN o CALENDA e la festa di BELTANE o CALENDIMAGGIO fungono da portali magici tra il nostro mondo e il mondo delle Ombre.

    Oltre alle festività  solari descritte (SABBA) associate al Dio, ci sono anche 13 celebrazioni in onore della Luna Piena (ESBAT) associata solitamente alla Dea.

    May 21

    In memoriam

    BUONANOTTE
    28 marzo 2007 - 20 maggio 2008
     
     
    Foto senza titolo
     
    April 16

    Lulu (Hermann Hesse)

     

    Flüchtig wie auf hohen Matten

    Einer Wolke scheuer Schatten

    Rührte mich mit leisem Wehe

    Deiner Schönheit stille Nähe.

     

    Zwischen Traum und Traum zuweilem

    Will das Leben mich ereilen,

    Glänzt so gold und lockt so heiter,

    Und erlischt – ich träume weiter.

     

    Träume von den Augenblicken

    Des Erwachens – von Geschicken,

    Deren Shatten ob mir liefen,

    Während meine Augen schliefen.

     

     

    1085566wdd4gav7dk.gif

     

     

    Il libro da cui ho preso questa poesia riporta anche la traduzione in italiano. Ho preferito scriverla in tedesco perchè:

    i31ux0 i versi sono in rima e probabilmente seguono una metrica (anche se non so quale), che in italiano viene persa;

    i31ux0 sto cercando di studiare il tedesco e ogni occasione per fare un po' di esercizio è buona;

    i31ux0 è una poesia bella come tante altre che ho letto, ma ha per me un grande valore affettivo e anche se quasi nessuno riuscirà a capire la benchè minima mazza, la cosa non mi interessa affatto.

    November 22

    Una poesia di Queneau tradotta da Italo Calvino.

    La canzone del polistirene
     
    Tempo, ferma la forma! Canta il tuo carme, plastica!
    Chi sei? Di te rivelami lari, penati, fasti!
    Di che sei fatta? Spiegami le rare tue virtù!
    Dal prodotto finito risaliamo su su
    Ai primordi remoti, rivivendo in un lampo
    Le tue gesta gloriose! In principio, lo stampo.
    Vi sta racchiusa l'anima; del loro grembo in balìa
    Nascerà il recipiente, o altro oggetto che sia.
    Ma lo stampo a sua volta lo racchiude una pressa
    Da cui viene la plastica iniettata e compressa,
    Metodo che su ogn'altro ha il vantaggio innegabile
    Di produrre l'oggetto finito e commerciabile.
    Lo stampo costa caro; questo è un inconveniente,
    Ma lo si può affittare, anche da un concorrente.
    Altro sistema in uso permette di formare
    Oggetti sotto vuoto, per cui basta aspirare.
    Già prima il materiale, tiepido, pronto all'uso
    Viene compresso contro una filiera: <<estruso>>,
    Ossia spinto all'ugello per forza di pistone;
    Lo scalderà il cilindro al punto di fusione.
    E' lì che fa il suo ingresso nel bollente crogiolo
    Il rapido, il vivace, il bel polistirolo.
    Lo sciame granuloso sul setaccio si spinge,
    Formicola felice del color che lo tinge.
    Prima di farsi granulo, somigliava a un vibrante
    Spaghetto variopinto: chiaro, scuro, cangiante.
    Una filiera trae, dall'estruso finito,
    Gli spaghi che una vite senza fine aggomitola.
    E l'agglutinazione come si fa ad averla?
    Con perle variopinte: un colore ogni perla.
    Ma colorate come? Diventerà uno solo
    Il pigmento omogeneo dentro il polistirolo.
    Prima certo bisogna asciugarlo per bene
    Il rotante prodotto, dico il polistirene,
    Il nostro neonato, il giovane polimero
    Dal semplice stirene, ma nient'affatto effimero.
    <<Polimerizzazione>> designa, già lo sai,
    Il modo d'ottenere più elevati che mai
    Pesi molecolari; non hai che a far girare
    Un reattore idoneo: mi sembra elementare.
    Come perle in collana, legate l'una in cima
    All'altra, tu incateni le molecole... E prima?
    Lo stirene non era che un liquido incolore
    Coi suoi scatti esplosivi e un sensibile odore.
    Osservatelo bene: non perdete le rare
    Occasioni che s'offorno di vedere e imparare.
    E' dall'etilbenzene, se lo surriscaldate,
    Che stirene otterrete, anche in più tonnellate.
    Lo si estraeva un tempo dal benzoino, strano
    Figlio dello storace, arbusto indonesiano.
    Così,di arte in arte, pian piano si risale
    Dai canali dell'arido deserto inospitale
    Verso i prodotti primi, la materia assoluta
    Che scorreva infinita, segreta, sconosciuta.
    Lavando e distillando quella materia prima,
    - Esercizi di stile meglio che in prosa o in rima -
    L'etilbenzene scoppia per sua virtù esplosiva
    Se la temperatura a un certo grado arriva.
    L'etilbenzene il quale, com'è noto, proviene
    Dall'incontro d'un liquido che sarebbe il benzene
    Mischiato all'etilene che è un semplice vapore.
    Etilene e benzene hanno per genitore
    O carbone o petrolio oppure entrambi insieme.
    Per fare l'uno e l'altro, l'altro e l'uno van bene.
    Potremmo ripartire su questa nuova pista
    Cercando come e quando e l'uno e l'altro esistano.
    Dimmi, petrolio, è vero che provieni dai pesci?
    E' da buie foreste, carbone, che tu esci?
    Fu il plancton la matrice dei nostri idrocarburi?
    Questioni controverse... Natali arcani e oscuri...
    Comunque è sempre in fumo che la storia finisce.
    Finchè non viene il chimico, ci pensa su e capisce
    Il metodo per rendere solide e malleabili
    Le nubi e farne oggetti resistenti e lavabili.
    In materiali nuovi quegli oscuri residui
    Eccoli trasformati. Non v'è chi non li individii
    Tra le ignote risorse che attendono un destino
    Di riciclaggio, impiego e prezzi di listino.
     
    Foto senza titolo Sarà che dopo aver sostenuto gli esami di Tecnologia Meccanica e di Materiali non Metallici uno non ci sta più tanto con la testa, ma io, leggendo questi versi, mi sono emozionata.
    Foto senza titolo Secondo me è anche una bella poesia d'amore che Manuel potrebbe dedicare al prof. Capece, ne sarebbe davvero felice (il prof., intendo, ma forse anche Manuel...).
     
    November 18

    Gli spiriti guardiani dell'Islanda

    I quattro Guardiani d’Islanda, uno per ognuna delle quattro parti dell’isola, sono descritti in un’antica storia, che narra di un mago inviato da re Harlod Gormsson di Danimarca per fare delle indagini sul paese prima di invaderlo.

    Il mago nuotò alla volta dell’Islanda sotto le sembianze di una balena e, quando raggiunse l’isola, vide che tutte le colline e le montagne erano piene di spiriti, i landvættir, grandi e piccoli.

    Una volta giunto nel Vopnafjörður, sulla costa orientale, gli si avvicinò un enorme drago, accompagnato da rettili, vermi e lucertole.

    Il mago allora nuotò a nord verso l’Eyjafjörður e lì lo raggiunse un uccello così grande che le ali toccavano le montagne su ogni lato della valle. L’uccello era accompagnato da altri numerosi volatili di ogni dimensione.

    Andò allora ad ovest e giunse nel Breiðafjörður, dove fu raggiunto da un enorme toro, che avanzava nel mare facendo un gran rumore; il toro era accompagnato da un gran numero di spiriti.

    Il mago allora andò via da lì e si diresse a sud del Reykjanes, con l’intenzione di approdare nel Víkarsskeið, ma fu raggiunto da un enorme gigante di pietra, la cui testa era più grande delle montagne e che portava un grosso bastone di ferro ed era accompagnato da una schiera di altri giganti.

    Allora il mago si diresse verso est percorrendo la costa meridionale, ma non trovò nessun posto per approdare.

    Fu così che le intenzioni del re dei Danesi non ebbero nessun successo.

    Foto senza titoloQuesta storia è raffigurata nello stemma dell’Islanda, dove il drago rappresenta la parte orientale, l’uccello la parte settentrionale, il toro la parte occidentale e il gigante di roccia la parte meridionale.

     

    Foto senza titoloFoto senza titolo Anche se non esiste nessun documento nella mitologia scandinava che possa testimoniarlo, i landvættir sono amici miei e sono stata io a chiedere loro di proteggere l'Islanda.