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July 23 Leggenda islandeseUn giorno il buon Dio, travestito da viandante, bussò alla porta di una piccola casa e chiese ospitalità.
Notò che quella famiglia era molto pia e ringraziava il Signore per il cibo e, nonostante fosse appena sufficiente per loro, lo condivisero con lo straniero. Dio diede ai bambini dei fiori, con i quali poterono vestirsi, e da allora non patirono più il freddo. Essendo invisibili, dovevano fare attenzione a non essere calpestati, e, per questo, Dio diede loro le ali, affinché potessero spiccare il volo in fretta al minimo pericolo. Quei bambini gli erano molto affezionati e Dio fece loro molti altri doni, che gli uomini comuni non possedevano. Potevano parlare con i fiori e gli animali e trovavano sempre cibo per saziarsi e vivere in buona salute.
July 19 Ruota dell'Anno
La Ruota dell'Anno rappresenta il mito del dio stagionale e, tramite lui, l'alternarsi universale della Luce e dell'Ombra.
Le religioni precristiane si sono servite delle stagioni e degli eventi naturali per determinare alcuni momenti essenziali della loro vita. Contrariamente all'immagine propagata tanto nell'immaginario comune, le feste o i sabba non sono mai serviti come copertura per le messe nere: i celebranti non si riuniscono per gettare terribili sortilegi sugli altri, torturare animali o procedere a sacrifici umani. Le feste pagane sottolineano di fatto il cambiamento delle stagioni e sono occasioni per ringraziare la Terra e gli altri Elementi della loro bontà.
A loro volta i SABBA si dividono in maggiori e minori.
La festa di SAMHAIN o CALENDA e la festa di BELTANE o CALENDIMAGGIO fungono da portali magici tra il nostro mondo e il mondo delle Ombre.
Oltre alle festività solari descritte (SABBA) associate al Dio, ci sono anche 13 celebrazioni in onore della Luna Piena (ESBAT) associata solitamente alla Dea. April 16 Lulu (Hermann Hesse)Flüchtig wie auf hohen Matten Einer Wolke scheuer Schatten Rührte mich mit leisem Wehe Deiner Schönheit stille Nähe. Zwischen Traum und Traum zuweilem Will das Leben mich ereilen, Glänzt so gold und lockt so heiter, Und erlischt – ich träume weiter.
Träume von den Augenblicken Des Erwachens – von Geschicken, Deren Shatten ob mir liefen, Während meine Augen schliefen.
Il libro da cui ho preso questa poesia riporta anche la traduzione in italiano. Ho preferito scriverla in tedesco perchè:
November 22 Una poesia di Queneau tradotta da Italo Calvino.
La canzone del polistirene
Tempo, ferma la forma! Canta il tuo carme, plastica!
Chi sei? Di te rivelami lari, penati, fasti!
Di che sei fatta? Spiegami le rare tue virtù!
Dal prodotto finito risaliamo su su
Ai primordi remoti, rivivendo in un lampo
Le tue gesta gloriose! In principio, lo stampo.
Vi sta racchiusa l'anima; del loro grembo in balìa
Nascerà il recipiente, o altro oggetto che sia.
Ma lo stampo a sua volta lo racchiude una pressa
Da cui viene la plastica iniettata e compressa,
Metodo che su ogn'altro ha il vantaggio innegabile
Di produrre l'oggetto finito e commerciabile.
Lo stampo costa caro; questo è un inconveniente,
Ma lo si può affittare, anche da un concorrente.
Altro sistema in uso permette di formare
Oggetti sotto vuoto, per cui basta aspirare.
Già prima il materiale, tiepido, pronto all'uso
Viene compresso contro una filiera: <<estruso>>,
Ossia spinto all'ugello per forza di pistone;
Lo scalderà il cilindro al punto di fusione.
E' lì che fa il suo ingresso nel bollente crogiolo
Il rapido, il vivace, il bel polistirolo.
Lo sciame granuloso sul setaccio si spinge,
Formicola felice del color che lo tinge.
Prima di farsi granulo, somigliava a un vibrante
Spaghetto variopinto: chiaro, scuro, cangiante.
Una filiera trae, dall'estruso finito,
Gli spaghi che una vite senza fine aggomitola.
E l'agglutinazione come si fa ad averla?
Con perle variopinte: un colore ogni perla.
Ma colorate come? Diventerà uno solo
Il pigmento omogeneo dentro il polistirolo.
Prima certo bisogna asciugarlo per bene
Il rotante prodotto, dico il polistirene,
Il nostro neonato, il giovane polimero
Dal semplice stirene, ma nient'affatto effimero.
<<Polimerizzazione>> designa, già lo sai,
Il modo d'ottenere più elevati che mai
Pesi molecolari; non hai che a far girare
Un reattore idoneo: mi sembra elementare.
Come perle in collana, legate l'una in cima
All'altra, tu incateni le molecole... E prima?
Lo stirene non era che un liquido incolore
Coi suoi scatti esplosivi e un sensibile odore.
Osservatelo bene: non perdete le rare
Occasioni che s'offorno di vedere e imparare.
E' dall'etilbenzene, se lo surriscaldate,
Che stirene otterrete, anche in più tonnellate.
Lo si estraeva un tempo dal benzoino, strano
Figlio dello storace, arbusto indonesiano.
Così,di arte in arte, pian piano si risale
Dai canali dell'arido deserto inospitale
Verso i prodotti primi, la materia assoluta
Che scorreva infinita, segreta, sconosciuta.
Lavando e distillando quella materia prima,
- Esercizi di stile meglio che in prosa o in rima -
L'etilbenzene scoppia per sua virtù esplosiva
Se la temperatura a un certo grado arriva.
L'etilbenzene il quale, com'è noto, proviene
Dall'incontro d'un liquido che sarebbe il benzene
Mischiato all'etilene che è un semplice vapore.
Etilene e benzene hanno per genitore
O carbone o petrolio oppure entrambi insieme.
Per fare l'uno e l'altro, l'altro e l'uno van bene.
Potremmo ripartire su questa nuova pista
Cercando come e quando e l'uno e l'altro esistano.
Dimmi, petrolio, è vero che provieni dai pesci?
E' da buie foreste, carbone, che tu esci?
Fu il plancton la matrice dei nostri idrocarburi?
Questioni controverse... Natali arcani e oscuri...
Comunque è sempre in fumo che la storia finisce.
Finchè non viene il chimico, ci pensa su e capisce
Il metodo per rendere solide e malleabili
Le nubi e farne oggetti resistenti e lavabili.
In materiali nuovi quegli oscuri residui
Eccoli trasformati. Non v'è chi non li individii
Tra le ignote risorse che attendono un destino
Di riciclaggio, impiego e prezzi di listino.
November 18 Gli spiriti guardiani dell'IslandaI quattro Guardiani d’Islanda, uno per ognuna delle quattro parti dell’isola, sono descritti in un’antica storia, che narra di un mago inviato da re Harlod Gormsson di Danimarca per fare delle indagini sul paese prima di invaderlo. Il mago nuotò alla volta dell’Islanda sotto le sembianze di una balena e, quando raggiunse l’isola, vide che tutte le colline e le montagne erano piene di spiriti, i landvættir, grandi e piccoli. Una volta giunto nel Vopnafjörður, sulla costa orientale, gli si avvicinò un enorme drago, accompagnato da rettili, vermi e lucertole. Il mago allora nuotò a nord verso l’Eyjafjörður e lì lo raggiunse un uccello così grande che le ali toccavano le montagne su ogni lato della valle. L’uccello era accompagnato da altri numerosi volatili di ogni dimensione. Andò allora ad ovest e giunse nel Breiðafjörður, dove fu raggiunto da un enorme toro, che avanzava nel mare facendo un gran rumore; il toro era accompagnato da un gran numero di spiriti. Il mago allora andò via da lì e si diresse a sud del Reykjanes, con l’intenzione di approdare nel Víkarsskeið, ma fu raggiunto da un enorme gigante di pietra, la cui testa era più grande delle montagne e che portava un grosso bastone di ferro ed era accompagnato da una schiera di altri giganti. Allora il mago si diresse verso est percorrendo la costa meridionale, ma non trovò nessun posto per approdare. Fu così che le intenzioni del re dei Danesi non ebbero nessun successo.
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